Come sto?
Non lo so come sto.
Mi sento come se stessi tentando di riparare una diga crepata. Lì, davanti a quel muro che da un momento all'altro potrebbe cedere, trascinandomi via.
Non ho ancora richiamato la mamma. Non ne ho il coraggio.
Ogni volta che prendo il telefono per chiamarla sento che non posso farcela.
Mi sento scoperta. Vulnerabile. Troppo.
Cerco di tornare quella che ero prima, capace di tenere tutto sotto controllo, di gestire tutto, soprattutto le emozioni scomode.
E invece non ci riesco.
E non riesco nemmeno a richiamare la crosta. Quella scorza di diamante che mi ha salvato la vita. Quella cosa che non ho mai sentito parte di me, ma mi ha sempre fatto sentire più sicura, più protetta.
Stavolta mi ha protetto davvero.
E ora so che non vorrei rinunciarci.
Ma ancora non riesco a pensare che sia parte di me. Più ripenso a quei momenti e più mi rendo conto di sentirmi più simile a chi mi gridava dietro "mostro" che a me stessa...
Forse perché un mostro, per un po', dopo, lo sono stata. E mi piaceva esserlo.
Un automa senza rimorsi, senza emozioni, senza debolezze.
E ora che tutto questo è tornato, amplificato, io non so più. Non so cosa sono, né cosa voglio essere.
E ho paura.
Paura di come mi sono sentita mentre combattevo quelle creature. Paura dell'indifferenza che ho provato nei confronti di chi mi moriva intorno, anche prima che il cuore mi fosse strappato dal petto. Paura di come mi sento ora. Paura di non riuscire più a richiudere quella maledetta falla, di non tornare mai più come ero prima. Paura di risentire mia madre. Paura di incontrare mia sorella. Paura di non rivederla.
E paura di quei fottuti controlli.
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sabato, marzo 24
mercoledì, marzo 21
Heartless #2
È così strano...
Vedere le cose succedere, e non provare assolutamente nulla.
Papà è morto. Dunque forse era proprio lui, ieri.
So che avrei dovuto dire altro alla mamma, consolarla, probabilmente. O magari piangere con lei. Ma non ne sento la necessità. Forse avrei dovuto fingere... Ma non credo che sarei stata convincente.
E poi in realtà non me ne importa molto.
So che me ne importerà. E probabilmente questo dovrebbe spaventarmi.
Ma evidentemente la paura è un'emozione come le altre, perché non mi spaventa.
Preoccupazione. Questa è un'altra cosa che avrei dovuto provare. Andre, Reed. Le uniche due persone che conosco in tutta la città. Erano lì, lo sapevo. Ma non ho sentito la necessità di sapere dove fossero, se stessero bene.
E poi l'orrore. Ho visto persone uccidersi a vicenda, uccidere bambini, pawns squartare gente per sottrargli il cuore. Le immagini le ho ancora negli occhi. Ma non provo assolutamente niente.
È innaturale.
Eppure forse è molto meglio.
Vedere le cose succedere, e non provare assolutamente nulla.
Papà è morto. Dunque forse era proprio lui, ieri.
So che avrei dovuto dire altro alla mamma, consolarla, probabilmente. O magari piangere con lei. Ma non ne sento la necessità. Forse avrei dovuto fingere... Ma non credo che sarei stata convincente.
E poi in realtà non me ne importa molto.
So che me ne importerà. E probabilmente questo dovrebbe spaventarmi.
Ma evidentemente la paura è un'emozione come le altre, perché non mi spaventa.
Preoccupazione. Questa è un'altra cosa che avrei dovuto provare. Andre, Reed. Le uniche due persone che conosco in tutta la città. Erano lì, lo sapevo. Ma non ho sentito la necessità di sapere dove fossero, se stessero bene.
E poi l'orrore. Ho visto persone uccidersi a vicenda, uccidere bambini, pawns squartare gente per sottrargli il cuore. Le immagini le ho ancora negli occhi. Ma non provo assolutamente niente.
È innaturale.
Eppure forse è molto meglio.
Heartless
È stanca, impolverata, ha la maglia strappata sul davanti e cinque o sei cuori tra le mani. Ha percorso in questo stato tutto il tragitto, prima a piedi dalla Desert ai confini della North, poi fino a raggiungere un posto in cui prendere un autobus che la riportasse a casa, totalmente incurante degli sguardi che aveva addosso. È riuscita in qualche modo ad aprire la porta senza farsi cadere nessun cuore dalle mani, ha salito le scale, e ora li scarica tutti lì, sul tavolo da pranzo, insieme a quelli che ha nelle tasche e nella borsa. Solo il suo prende e porta in camera sua. Lo mette su una mensola alta, giusto per evitare che vada a giocarci il gatto.
Ricorda ogni particolare della serata, compreso suo padre che le sorrideva, che la chiamava, ma non prova alcuna emozione.
Solleva il cellulare per scrivere a Reed, e solo ora nota diverse chiamate perse, dal numero di sua madre.
Increspa la fronte, guarda l'ora, spegne il display del cellulare, che immediatamente suona. Una chiamata in arrivo. Sua madre, ancora.
- Helen?
- Sì mamma, ciao.
- Helen ma... è tutta la sera che ti cerco... io...
La voce di sua madre è turbata, si incrina, cosa del tutto inusuale per lei.
- Ero fuori mamma. Dimmi.
- ...
- ...
- Oggi. Stasera...
Sembra che ora stia piangendo. Helen rimane impassibile, così come il tono della sua voce.
- Dimmi.
- Papà. Ha avuto un collasso, verso le nove questa sera. Hanno fatto tutto il possibile ma...
Sì, sono singhiozzi quelli che sente dall'altra parte.
- Ah. Capisco...
I singhiozzi cessano, e pare che lo stupore prenda il sopravvento sul dolore.
- ... Helen?
- Sì mamma, ho capito. Papà è morto.
- ...
- ...
- ...
- Mamma devi dirmi altro? Scusa ma sono stanchissima, devo farmi un bagno e andare immediatamente a dormire.
- ...
Di nuovo si sentono singhiozzi, stavolta un pianto sommesso, trattenuto.
-Dai mamma, devo andare.
Chiude la comunicazione. Storce poi una smorfia, ma si avvia verso la stanza da bagno, a far scorrere l'acqua calda.
Ricorda ogni particolare della serata, compreso suo padre che le sorrideva, che la chiamava, ma non prova alcuna emozione.
Solleva il cellulare per scrivere a Reed, e solo ora nota diverse chiamate perse, dal numero di sua madre.
Increspa la fronte, guarda l'ora, spegne il display del cellulare, che immediatamente suona. Una chiamata in arrivo. Sua madre, ancora.
- Helen?
- Sì mamma, ciao.
- Helen ma... è tutta la sera che ti cerco... io...
La voce di sua madre è turbata, si incrina, cosa del tutto inusuale per lei.
- Ero fuori mamma. Dimmi.
- ...
- ...
- Oggi. Stasera...
Sembra che ora stia piangendo. Helen rimane impassibile, così come il tono della sua voce.
- Dimmi.
- Papà. Ha avuto un collasso, verso le nove questa sera. Hanno fatto tutto il possibile ma...
Sì, sono singhiozzi quelli che sente dall'altra parte.
- Ah. Capisco...
I singhiozzi cessano, e pare che lo stupore prenda il sopravvento sul dolore.
- ... Helen?
- Sì mamma, ho capito. Papà è morto.
- ...
- ...
- ...
- Mamma devi dirmi altro? Scusa ma sono stanchissima, devo farmi un bagno e andare immediatamente a dormire.
- ...
Di nuovo si sentono singhiozzi, stavolta un pianto sommesso, trattenuto.
-Dai mamma, devo andare.
Chiude la comunicazione. Storce poi una smorfia, ma si avvia verso la stanza da bagno, a far scorrere l'acqua calda.
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Il rapporto tra due sorelle è una cosa strana. È come una pellicola invisibile, che ti avvolge anche quando non te ne rendi conto. Ho passat...
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Si è svegliata di nuovo. Non sa se sia giorno oppure notte inoltrata, ha perso la cognizione del tempo, e il tessuto nero trapunto di crista...
