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venerdì, giugno 29

Morning light

La sveglia suona, le 7 del mattino. Appena un ronzio del cellulare, ma è sufficiente per lei.
Si muove pigramente, gli occhi ancora chiusi. È il contatto, che la sveglia completamente, il suo braccio che va a scontrarsi con la pelle calda dell'uomo disteso al suo fianco. Ruota il viso e schiude le ciglia quanto basta per vedere i suoi lineamenti distesi. Lui si gira nel sonno, senza svegliarsi. Helen sorride, si solleva sul gomito sinistro e lo osserva per un poco, ormai seria in viso. Le dita sfiorano lievi la sua spalla nuda. Forse un tentativo di svegliarlo, ma senza successo. O forse non vuole davvero disturbare quel sonno sereno. Stende la sinistra oltre i capelli color mogano sparsi sul cuscino, va a sfiorare le dita sintetiche, che hanno una reazione involontaria. Come fossero vive. E lo sono. Sono parte di lui, anche se a volte è lui stesso a comportarsi come se così non fosse. Le accarezza piano, senza che ora facciano nulla, rilassate, come il respiro regolare che gli solleva e abbassa il petto. Ancora un accenno di sorriso pensieroso, poi scivola fuori dal letto e va a prepararsi, per una giornata di lavoro.




 You are a sad song to me
filled with tender words
and played in minor key.

You are a soft lullaby.

Soothe me down at night.
A nightingale reply.

Play the song and let me fly away.
Let the tune fade out at break of day.

Let me stay here for a while,
till the day recalls the light,
and the song they sing
in minor key
descending.

 

lunedì, maggio 21

Lonely Nights

E poi capitano le sere come questa. In cui prendi il telefono in mano e lo guardi senza sapere che farne. Guardi un numero, vorresti comporlo, poi lo togli di mezzo, e inizi a scorrere la rubrica, ma ti rendi conto che no, non c'è un singolo numero che tu possa chiamare, tra tutti quelli memorizzati lì dentro. Nemmeno un singolo dannatissimo numero.

mercoledì, maggio 9

Breakfast date

Tabby! Togli le unghie da quella sciarpa. Ora!

L'armadio è spalancato, e una buona metà del suo contenuto è sparpagliata sul letto, con il soriano che deve averlo preso per il suo parco giochi personale. Alterna davanti allo specchio un top corto a uno scollato, poi pantaloni, gonna, shorts, gonna corta, media, sandali, scarpe chiuse.

E se piove? - sbuffa.

Di nuovo shorts, minigonna, shorts.

Nah, questi non posso. Se poi devo passare al giornale?

Finiscono sul letto come tutto il resto.

Se almeno avessi idea di dove vuole andare...


Un'occhiata al telefono, palesemente accarezzando l'idea di usarlo. Poi storce le labbra e si costringe a ignorarlo per concentrarsi su...


TABBY!!!